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I disturbi del desiderio

I disturbi del desiderio

Secondo la leggenda, un aruspice che osservava gli astri, e da essi traeva le proprie profezie ricavando stima e potere, un giorno, quando il cielo era coperto di nuvole, si trovò impotente a compiere le proprie funzioni divinatorie e così nacque in lui il desiderio di voler vedere le stelle; anche perché lui sapeva che prima o poi le nubi si sarebbero diradate e gli astri si sarebbero ripresentati. Nella mia pratica clinica spesso ho udito la frase “desiderare che la sessualità”, proprio come l’aruspice desiderava riveder le stelle, “possa ritornare”. Mi capita di ascoltare tanti casi di mancanza di desiderio sia nell’uomo che nella donna, soprattutto nelle coppie, molto meno nelle persone single. Secondo la letteratura i disturbi del desiderio sessuale vengono classificate in primarie e secondarie. Quella primaria è condizione rara, che si associa ad una storia di asessualità che si estende a tutta la vita del soggetto, spesso sono associati a quadri complessi di tipo schizofrenico o di depressione maggiore. Quella secondaria è invece caratterizzata dalla sua comparsa dopo un normale sviluppo sessuale. Le cause di questa patologia possono essere anche organiche. Una variante della inibizione secondaria è quella situazionale. Ci sono poi casi definiti di “sana astinenza” nei quali le persone inibiscono il proprio desiderio fino a quando non trovano la persona per loro considerata giusta. Altri aspetti di astinenza sono dovuti da influssi culturali, sociali, religiosi o fobici.

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